domenica 21 aprile 2013

CAPITOLO 6 - LA STANZA CIRCOLARE DEI SIGNORI DEL TEMPO


 

 

I Signori del Tempo sedevano eretti sui loro troni dorati nella Stanza Suprema in perfetto silenzio, immobili.

Ad un certo punto girarono lo sguardo uno verso l’altro e il più anziano di tutti, il grande Drago Rosso, colui che aveva iniziato la vita, prese la parola: - il Grande Ciclo sta per concludersi – disse con voce stentorea – dobbiamo essere testimoni del passaggio dallo stato attuale ad un altro più elevato. Gli umani sono chiamati all’Evoluzione – gli Aiutanti sono ormai attivi da lungo tempo per portarli nella giusta direzione. Coloro che non hanno voluto ascoltarli sono quindi perduti. Dovranno sottostare per l’ennesima volta alla legge del karma. Chi invece si è preparato, riuscirà ad emettere luce dal proprio cuore, aprendo la quarta Porta, e ad innalzarla verso la Settima Porta, alzando il collegamento verso il Kuxam Suum. In questo modo la sua strada sarà diritta e sicura.

Il suo vicino, il Vento Bianco, il grande comunicatore, ribatté: - Dobbiamo contattare la Regina Moira per sapere qual è l’esatto stato di consapevolezza degli abitanti del Pianeta Grigio. -

Tutti gli sguardi si diressero al centro della stanza e si concentrarono creando un contatto telepatico con la Regina, che si materializzò in forma di ologramma.

 – Salute a Voi, o Grandi Signori, - disse la piccola e graziosa figura risplendente – so perché mi avete convocato. Purtroppo la situazione sul Pianeta Grigio non ha ancora raggiunto uno stato ideale. Molte persone hanno compreso il vostro messaggio, ma troppi sono coloro che non hanno ancora aperto il cuore. Vi prego di darmi un’altra possibilità, è un progetto a cui mi sto dedicando da tempo, e anche se sarà dura per il mio popolo, ho deciso di passare la Porta Magica io stessa, perché sono sicura di poter fare molto per gli umani. Nascendo e vivendo con loro anche per un tempo limitato, sono convinta di poter far accendere la scintilla in molti altri cuori. So che la mia scelta mette in crisi la mia gente, perché non ho ancora creato un erede che prenda il mio posto, ma sento che questa è la mia missione, non posso sottrarmici. Lascerò la reggenza al grande Angelo Saggio, che con l’aiuto dei miei fedeli collaboratori riuscirà a guidare Ashtalan fino al momento in cui verrà prodotta una nuova creatura con la giusta quantità di luce da poter prendere il mio posto.





-Quello che tu proponi è molto generoso, - disse la Notte Blu, la Signora del Sogno, - io da parte mia assisterò il tuo popolo ed invierò loro messaggi evolutivi durante il sonno, in caso di necessità.





-Anche io ammiro il tuo sacrificio, piccola regina saggia – ribatté il Seme Giallo, il donatore di messi rigogliose – e farò in modo che i raccolti ad Ashtalan siano sempre più abbondanti.

-Sono molto grata a Voi Signori del Tempo per questa condivisione del mio progetto. Conto di iniziarlo al prossimo evento cosmico, la nuova Convergenza Armonica che aprirà un portale in Cielo attraverso il quale potrò tuffarmi nella dimensione densa con l’aiuto della Sacra Stella di Davide e dei pianeti in essa coinvolti.





-io ti dono la forza vitale, che ti servirà moltissimo sul Pianeta dei Grigi, ti preserverà dal logorio e dall’affaticamento della gravità e della densità – disse il Serpente Rosso, il custode della fiamma della Sacra Saggezza.

 



-Io, da parte mia, farò in modo che il tuo fisico sia perfettamente sincrono alla tua metafisica – disse l’Allacciatore dei Mondi Bianco, colui che stabiliva i contatti tra le diverse dimensioni.

 

-E io sarò presente in spirito per aiutarti nella quotidianità, intervenne Mano Blu, colui che ha la capacità di costruire ciò che non esisteva prima.

 

-Io ti dono la Bellezza e L’Eleganza affinché gli occhi umani si sentano attratti ed aprano il cuore contemporaneamente - disse la Stella Gialla, portatrice di Grazie e Amore per l’Arte come auto espressione.



-Io farò in modo che il tuo mondo emotivo  possa esprimersi alla massima potenza, cosicché le tue intenzioni tocchino le giuste corte nei cuori altrui – disse la Luna Rossa, colei che guida l’espressività emozionale.

 


-Io ti circonderò d’Amore, così sarai ripagata della stessa moneta – disse il Cane Bianco, colui che rappresentava l’Amore Incondizionato.

 



– Io ti dono la capacità di ridere delle cose, così chi ti circonda non sarà mai intimorito da te e aprirà bene il suo cuore. Inoltre ti dono anche la capacità di svelare le illusioni, così non sarai mai incantata dalle false luci  – disse la Scimmia Blu, colei che ribaltava sempre il senso delle cose per creare nuove realtà.

 

-Io ti dono il potere del libero arbitrio, in modo che dentro ti sia sempre chiaro cosa sia più giusto fare. E’ un’arma indispensabile sul Pianeta Grigio – disse l’Umano Giallo, colui che meglio degli altri Signori conosceva la natura delle creature di quel luogo, custodendo in sé la chiava di volta della loro coscienza.

 

-Io guiderò i tuoi passi sul sentiero della tua missione in modo che i tuoi piedi non dubiteranno sulla direzione da prendere – disse il Viandante dei Cieli Rosso, colui che viaggia tra le dimensioni.





 
-Io farò in modo che il tuo Tempo sul Pianeta Grigio sia dilatato e in un breve lasso ti sarà possibile mettere in atto più azioni, agendo nell’immediatezza dei tuoi pensieri  - disse il Mago Bianco, colui che dilata e annulla il tempo.

 


-Io ti darò la Vista, così i tuoi occhi sapranno subito individuare i cuori più pronti all’ascolto – disse l’Aquila Blu, colei che vede tutto.

 



-Io ti darò l’Intelligenza acuta per sapere sempre dove trovare la soluzione giusta nel momento giusto e riempirò il tuo cuore di coraggio per sfidare i dubbi che potresti incontrare sulla strada – disse il Guerriero Giallo, colui che sa muoversi nel silenzio.

 

-Io ti darò la mia forza e il mio sostegno nel portare avanti la tua missione perché io sono colei che tu vai a salvare. Le persone che entreranno in contatto con te leggeranno nei tuoi occhi il messaggio salvifico e lo comprenderanno subito – disse la Terra Rossa, colei che guida l’Evoluzione della Galassia. 

 

-Io darò alla tua missione, alle tue azioni, il riflesso dell’Universo, così saranno subito efficaci – disse lo Specchio Bianco, colui che riflette ciò che non ha mai fine.

 



-Io saprò dissipare la stagnazione intorno per creare un nuovo ordine, disse la Tempesta Blu – la forza del cambiamento irreversibile.





-Io illuminerò la tua via e tu procederai spedita fino al compimento finale – disse il Sole Giallo, colui che porta la chiarezza.

 

I 20 Signori del Tempo avevano parlato, i loro doni si erano incastonati come gioielli nell’anima della piccola Regina, facendola risplendere di mille colori. La Regina si inchinò con molta deferenza e gratitudine di fronte a coloro che dirigevano la Musica delle Sacre Sfere Celesti e il contatto si chiuse.

Il silenzio tornò sovrano nella Stanza Suprema.


CONTINUA

mercoledì 6 marzo 2013

CAPITOLO 5 - LA REGINA MOIRA


 

Il personaggio chiave di questa storia è la Regina Moira, che al contrario del suo nome non è il capo del regno come lo possiamo intendere da questa parte della galassia, ma la creatura più pura e più risplendente di Ashtalan, e in virtù di ciò è stata incoronata alla nascita come guida spirituale, per portare il suo mondo verso un futuro radioso. Visto che in Ashtalan le creature si replicano attraverso il pensiero, succede che quando uno dei suoi abitanti sente dentro di sé che è arrivato il momento di dare amore e di prendersi cura di qualcuno, esso emette un pensiero di luce e di amore verso il Cielo da cui scende un filo di luce che si collega al pensiero emanato, da cui si materializzerà un cucciolo, figlio di quel pensiero puro. Più l’essere emanante è cristallino, più il neonato avrà in sé un quantum energetico di diamante, che emanerà splendore attraverso gli occhi e l’essenza. Più puro il pensiero, più tendente all’oro è la luce del filo celeste. Colui che generò la Regina Moira fu re Ypsilon, appartenente ad una stirpe di pensatori purissimi, capaci di emettere vere stille di luce divina.  Le sue doti erano grandi e la sua comprensione delle Leggi Interne, Esterne, Superiori ed Inferiori era profonda, perché le sentiva dentro di sé, le respirava ogni attimo. Per questo sapeva che a lui sarebbe spettato un grande compito e ci si era ben preparato. Già il suo nome Y lo forgiava, poiché gli aveva dato la grande capacità di captare e portare nella concretezza le intuizioni portate dal pulviscolo cosmico. Tutti gli abitanti di Ashtalan ancora si ricordano di quanto abbagliante fosse il filo che segnò l’incarnazione del cucciolo di re Ypsilon, solo così nascevano i re e le regine. Già dal primo momento in cui re Ypsilon si concentrò ad emettere quel pensiero puro, un chiarore immenso emerse dall’interno del suo essere rendendolo fluorescente e un raggio di luce bianca splendente scese dal Cielo con la forza e la potenza di una bomba al plutonio e tutti capirono che la creatura appena incarnata non poteva che essere quella che avrebbe portato a compimento l’antica profezia dei Signori del Tempo. Ma questa è un’altra storia e ne parleremo più avanti.

Questo era un momento molto solenne e c’era un luogo sacro preposto allo svolgimento di questo rito altamente misterioso e potente. Ogni essere si recava sul Colle Piramidale, dove, grazie alla sua forma magica, aiutava a condensare l’energia-pensiero creativa dell’essere. L’interessato rivolgeva il suo pensiero immaginando di emanare un raggio di luce che si incontrava con un altro raggio di luce, proveniente dall’Alto. Nell’abbraccio dei due raggi le molecole di energia si solidificavano e davano vita ad un nuovo piccolo Essere.

Dall’età di 10 anni Moira sedeva sul trono di suo padre. Quell’anno re Ypsilon aveva deciso che la sua funzione ad Ashtalan era terminata ed era venuto il tempo per lui di divenire ALTRO. Io aveva un’idea ben precisa di cosa diventare, sin dal momento in cui aveva cominciato a volere un cucciolo che potesse a volta diventare re, per poter scegliere finalmente per sé solo e non più in funzione di altri, di cui aveva la responsabilità. Voleva diventare un albero, un’enorme quercia che si ergesse al centro della piazza principale, davanti al palazzo reale. Una volta che un essere decideva in cosa o in chi trasformarsi, poteva scegliere tutti i dettagli della nuova vita, per essere sicuro di trovarcisi bene. Ho tralasciato di dirti che la morte, che qui da noi prevede la sparizione fisica della persona, attraverso la dipartita dal corpo dell’alito divino che ci alimenta, in Ashtalan era invece una trasformazione in un altro stato. Così niente veniva sprecato, ma un essere  poteva coscientemente scegliere di fare esperienza di altro.

Re Ypsilon aveva deciso che per lui andava bene essere una grande quercia che protendesse i lunghi rami verso il centro del villaggio, per raccogliere ed accogliere attorno a sé tutti gli esseri che da re aveva amato, e vedere scorrere le loro vite e crescere i loro cuccioli. Per l’evento era stata fissata una data precisa, poiché ad Ashtalan si seguiva  il Computo Galattico del Tempo, secondo il quale il Tempo è Arte. Allo scorrere del calendario sacro Tzolkin ci si adeguava alle informazioni provenienti dal cuore della galassia, usando a proprio vantaggio evolutivo il pensiero dell’Eterno Creatore. Fu così che fu scelto il giorno del Sole Giallo Cosmico, kin 260, ultimo giorno del calendario sacro, così che il primo giorno della nuova vita sarebbe cominciato sotto la protezione del Drago Rosso Magnetico, la Grande Madre che nutre tutti.

Alla sera di quel giorno, dopo il tramonto, il re si sedette esattamente nel punto scelto per la nuova vita da albero, si mise nella posizione del loto per attirare a sé le forze coagulanti del basso e le forze eteriche dell’alto, chiuse gli occhi e iniziò una respirazione profonda, concentrica e centrifuga. Tutte le tribù si disposero a cerchio intorno a lui, a rispettosa distanza per non disturbare i movimenti aurici del re, chiusero gli occhi e si prepararono a sostenerlo telepaticamente nel passaggio. Un fascio di  luce bianca scese dal Cielo e penetrò nella sommità della testa del re, attraverso la Settima Porta dell’Essenza. Un fascio di luce rossa risalì dal fondo e penetrò attraverso il coccige, la Prima Porta dell’Essenza. Entrambe si incontrarono nella Quarta Porta, il cuore, fondendosi ed attorcigliandosi, dando vita ad un palpitante e scintillante alone aranciato che cominciò a diffondersi all’interno del corpo al ritmo del respiro del re e poi ne fuoriuscì, lentamente riempendo tutto lo spazio circostante. Tutto il processo non si sa quanto durò perché tutti si trovavano in un profondo stato meditativo e stavano accompagnando il loro caro visualizzandolo mentre camminava su una strada lastricata d’oro, ma quando i primi tornarono nel qui e ora e cominciarono ad aprire gli occhi, l’alba del giorno del Drago stava spuntando all’orizzonte e una bellissima, solida e frondosa quercia verde smeraldo sorgeva dove prima era stato seduto Ypsilon. Gli abitanti ringraziarono il Cielo, la Terra, l’Acqua e il Fuoco di quel miracolo, si alzarono ed ognuno andò a deporre un dono ai piedi del grande albero, come commiato e benvenuto. Da quel giorno Moira fu la nuova Eletta. E con lei e la sua estrema purezza che la rendeva adatta allo scopo più arduo, fu richiamata in causa l’Antica Profezia.

Ora succede che, come ti ho detto, Ashtalan abbia il compito di prendersi cura dell’energia che spira da noi, sul nostro bel pianeta ammalato in molti sensi e su molti piani. Il compito più arduo, riservato ai più puri, erano quello di intraprendere un viaggio da queste parti, nella nostra densità, lasciandosi alle spalle tutta la pace e la serenità, la leggerezza e la creatività di Ashtalan. A questo scopo esiste una Porta, detta Porta tra i Due Mondi, che una creatura può varcare per venire a vivere tra di noi, nascendo da due genitori terrestri, per ricordarci della nostra essenza luminosa che Ashtalan custodisce. Il passaggio è però destinato alle coscienze più aperte, a quegli esseri che si sono incarnati nell’atmosfera più dorata possibile, cioè ai re. Questo perché dal nostro mondo non c’è ritorno per questi esseri che si sacrificano a venire qui, non è loro più possibile condividere ancora la gioia e la pienezza di Ashtalan, anche se sono consapevoli di quanto sia necessario che qualcuno di loro visiti di tanto in tanto il nostro pianeta, per trasmettere quelle gioie, quella pienezza, quella calma, quella bontà che nel loro mondo sono così comuni, ma non qui da noi. Come gli abitanti di Ashtalan conoscessero le modalità del nostro pianeta è presto chiaro: noi abbiamo accesso attraverso il Tempo del Sogno, per renderci conto che un posto migliore esiste, è concreto e fatto ad immagine del nostro, con esseri incarnati, natura, animali, ma con la differenza che ad Ashtalan non c’è motivo di dolore e ogni essere riesce a dare il meglio di sé. Ad Ashtalan un terrestre può venire in contatto con le Creature Magiche, che da noi sono rese invisibili dall’aria che vi si respira, dalla densità.

Ogni contatto con il nostro mondo era stato traumatico per gli abitanti di Ashtalan perché le creature che vi incontravano non sprigionavano altro che un’aura di tristezza intorno a sé. La loro creatività era molte volte appena abbozzata, testimoniata da una flebile luce che risplendeva intorno alla testa. Quelli che tra di noi potevano avere accesso ad Ashtalan attraverso il Tempo del Sogno erano stati risvegliati e sintonizzati da uno di Ashtalan che si era incarnato qui. E questa era la grande missione riservata solo a pochi. Era necessario risvegliarci, noi Grigi, perché si sta compiendo il Tempo del Grande Ciclo. Entro una certa scadenza il nostro mondo deve fare un salto in avanti per potersi guadagnare un posto migliore. L’Universo intero lo richiede. I Signori del Tempo lo hanno stabilito 52.000 anni prima e a questo scopo era stato inserito negli Archivi Akashici un timer cosmico, che, attraverso precise tappe astrali, aveva innescato delle reazioni a catena innescando l’evoluzione sul nostro pianeta. A volte però era necessario compiere un lavoro nel piccolo, a livello di esseri viventi, in modo che vedendo la luce che scaturiva da uno di Ashtalan incarnato, potesse far accendere quella stessa scintilla nel proprio cuore. Per questo i Signori del Tempo avevano stretto un patto con gli abitanti di Ashtalan, per questo loro vivevano in un posto migliore. Questo stato conferiva loro molta luce interiore, tanta quanto era necessario affinché, una volta incarnato nella nostra densità, quel quantum di luce fosse comunque visibile.

La missione è molto più difficile di quello che possa sembrare perché questi esseri, anche se si incarnano qui su questo piano, pur nascendo da due umani, mantengono inalterata in loro una natura che si adatta a questo mondo così denso. La loro leggerezza fa sì che si sentano sempre diversi, alieni, e se non trovano delle persone aperte con cui vivere l’infanzia, che sappiano aiutarli ad incanalare le loro energie creative, finiscono per sentirsi frustrati ed infelici. La loro fiamma interiore emana un calore ed un colore magnetici che attira su di loro un sentimento di adorazione quando usano le grandi capacità artistiche di cui sono solitamente dotati e grazie alle quali arrivano ad occupare posti di spicco nel nostro mondo. Ma a volte succede che, pur eccellendo in genialità e talento, non trovino un ancoraggio saldo e idoneo alla loro vibrazione e si perdano lungo la via. Ma è pur certo che ogni volta che uno di questi esseri luminosi ha solcato la strada del nostro pianeta, ha lasciato una traccia ben precisa, che ha aperto un varco nella mente di chi è venuto in contatto con loro. Sicuramente anche tu ne conosci qualcuno, sia personalmente anche solo di fama. Chiunque abbia aperto in te il cuore, che ti abbia fatto sentire che un fiore stesse sbocciando in mezzo al petto, quello era molto probabilmente uno di questi Esseri.

 Purtroppo a volte era successo che questi esseri non riuscissero ad arrivare fino in fondo alla loro missione. Solitamente si ritrovavano confusi ed appesantiti dalla densità del luogo. Altre volte l’influenza dei Grigi li fuorviava dalla loro missione e si perdevano lungo la strada, mentre la luce che abitava in loro si affievoliva sempre più. A quel punto invecchiavano precocemente o si ammalavano o si riducevano in povertà, tutte condizioni assolutamente aborrite dagli Ashtalatiani, perché rappresentavano il contrario di ciò che loro considerano la vita.  L’Universo, nella sua essenza di onnipresenza, ha bisogno che ogni parte di sé sia viva e risplendente perché questo rende l’intero cosmo equilibrato ed in armonia con la Musica delle Sfere

Se qualche sfera entra in dissonanza, questa disarmonia si propaga ovunque, come diapason in risonanza, e lo squilibrio viaggia tra i Mondi. C’è sempre un Mondo più evoluto incaricato dell’evoluzione di un altro e Ashtalan è per assonanza incaricata della nostra felicità. Questo perché, un giorno che noi Grigi diventeremo gli Iridati, coloro che esprimono tutti i colori dell’arcobaleno personale, il nostro Mondo potrà diventare come Ashtalan, un Posto Migliore. Ogni Mondo ha a disposizione un ciclo planetario ben preciso per ristabilire il proprio equilibrio e tutta una serie di Agenti Coadiuvanti. Gli abitanti di Ashtalan operano a livello delle creature incarnate, gli Esseri Celesti o Esseri di Luce lavorano nell’invisibilità per alzare il livello del nostro Mondo energeticamente, affinché l’evoluzione sia sostenuta anche a livello di etere. Noi Grigi ci siamo scelti un posto difficile in cui vivere,  ma lo abbiamo fatto per poterci evolvere velocemente: tanto più densa l’atmosfera, tanto più arduo trovare la luce in sé in quell’atmosfera, tanto più splendente la luce una volta ritrovata.

Intanto stava capitando qualcosa di magico da questa parte della Galassia, una coppia di Grigi stava entrando nel vortice energetico della creatività per arrivare a concepire un figlio, una nuova creatura, anche se ancora non ne erano consapevoli. L’evento di una nascita sul nostro denso pianeta era sempre annunciato con molto anticipo tra gli abitanti di Ashtalan attraverso l’apparizione di un raggio di colore rosa vivo. Così chi dentro sentiva la chiamata poteva prepararsi al salto. Moira si stava preparando all’evento. Sapeva che la Missione la stava aspettando. C’era bisogno di portare un assaggio di serenità tra i Grigi.  Per questo motivo Moira scelse di incarnarsi in una famiglia molto triste, che si era completamente scordata dei propri sogni e che rincorreva la vita in un ritmo frenetico, guardando gli altri vivere, ma senza trovare il tempo di vivere loro stessi. Negli ultimi tempi se erano viste tante di famiglie così da queste parti ed era ora di ridare loro speranza e un sorriso. Era da un po’ che Moira li aveva individuati mentre scrutava la nostra vita nel suo Specchio Magico di ossidiana e sapeva che la sua missione presso di loro non sarebbe stata semplice. Il magico specchio di ossidiana rappresentava la finestra che i re di Ashtalan usavano sul nostro mondo per poter individuare i casi più disperati e per eventualmente decidere d’intervenire. Quando la quantità di grigio dell’energia-pensiero collettiva arrivava a saturare l’energia del pianeta, significava che era urgente orchestrare un intervento.

Lo Specchio si trova nella Grotta Dorata del Grande Saggio, il custode delle Sacre Leggi del Tempo, colui che sa interpretare i segni dei Signori del Cielo, i Glifi Solari e i Toni Galattici, e li può spiegare al momento giusto. La grotta assomiglia ad un grande ventre materno, caldo e umido. Al suo centro si trova un laghetto da cui spunta una piccola isola. Su un piedistallo di cristallo puro si trova il Grande Specchio circolare di ossidiana che parla a chi sa ascoltarlo. Esso rappresenta anche una finestra su tanti altri mondi, basta scandirne bene il nome del luogo su cui si vuole accedere.

Il Vecchio viveva lì da tanto. Anche se a volte aveva avuto la tentazione di trasformarsi, preferiva svolgere il proprio compito lì, perché lui sapeva prendersi cura dello Specchio affinché le immagini riflesse non si sbiadissero. Lo Specchio, come tutte le cose che abitavano Ashtalan, aveva un cuore che chiedeva amore e in cambio dava il meglio di sé. Con il Vecchio Saggio si era creato un meraviglioso circolo di Amore che nutriva entrambi e li faceva crescere e sentire come un’unica persona. Non si poteva voler interrompere un legame così forte. Da quando il Vecchio si occupava dello Specchio, quest’ultimo era diventato ancora più rivelatore perché il suo cuore stava bene e si sentiva amato. Le immagini che rifletteva erano sempre molto nitide e veritiere. A volte era capitato che lo Specchio non riuscisse ad instaurare un bel rapporto d’Amore con il proprio Custode e durante i consulti le immagini riflettevano il contrario della Verità, per cui chi doveva studiare la situazione nel nostro mondo era sviato nel proprio giudizio.

CONTINUA

venerdì 8 febbraio 2013

CAPITOLO 4 - IL PALAZZO DELLA REGINA MOIRA - IL CRISTALLO RADICE




In mezzo al bosco sorgeva questo edificio color rosa madreperla translucente e pulsante, come se il palazzo fosse stato un organismo con un apparato respiratorio autonomo.
In realtà, le fondamenta si sviluppavano fin nelle profondità di quella terra magica di sogno, di assenza di tempo e  di ritmi circadiani sfalsati. Era intorno a loro che era germogliata la prima presenza vitale che poi aveva generato il mondo che le circondava, come se il palazzo fosse sorto da solo, un giorno, all’improvviso in un luogo deserto.
Ma era stato l’altro mondo, quello dei Grigi, a dare vita a quel palazzo, nel momento in cui l’energia-pensiero dei sogni non realizzati, traditi e dimenticati si era coagulata in un punto dell’atmosfera terrestre, come un’escrescenza, un porro, sul mignolo della mano di un muratore. Tutta questa energia-pensiero, si era coagulata in una forma di palla, e agganciata all’orbita terrestre, aveva cominciato a vorticare, come il brodo primordiale fece nel nostro pianeta. Piano piano i vari argomenti dei sogni si erano differenziati, da una parte quelli riguardanti l’amore, dall’altra quelli di una vita migliore e quelli di riscatto. Gli incubi non erano inclusi, questi avevano un’altra densità, più pesante ed erano scivolati verso l’interno della Terra, per essere bruciati e purificati nel Sole interiore.
Questi coagulati verso l’alto erano invece eterei, erano sogni dimenticati, è vero, ma la loro energia era di speranza, qualcuno li aveva espressi verso l’alto, e lì erano rimasti, senza possibilità di concretizzarsi, di acquisire densità. La differenziazione aveva caratterizzato le varie masse oniriche che, sospinte dal vorticare incessante, avevano assunto una forma di spirale, che si era verticalizzata ed era andata ad incastrarsi in un meteorite di tellurio, proveniente da Venere, e che passava di lì, sfrecciando a velocità supersonica. L’impatto era stato notevole, ma i sogni dimenticati, si sa, sono infrangibili e il risultato fu che il meteorite si ritrovò un carico di speranze disattese sul groppone. Da lì tutto aveva avuto inizio, perché i sogni si crearono un campo magnetico che intercettò quello terrestre, la spirale si sistemò nello spazio, quelle che sarebbero diventate le fondamenta si fusero con la roccia e divennero corpo unico, entrando in un processo di osmosi, la roccia si nutrì dei sogni e divenne fertile alla vita, ricoprendosi di forme vegetali  e acqua.
La spirale divenne solida e dalla roccia prese la solidità e dai sogni l’inconsistenza, così divenne un palazzo, con torri che svettavano verso il cielo carico di stelle, mentre le pareti si assottigliavano diventando trasparenti, madreperlacee, rosa, perché il metallo di cui era composto il meteorite proveniva da Venere e si sa che il rosa è il colore di quel pianeta, almeno secondo la filosofia Acquariana, che è sicuramente quella con cui questa storia ha più punti in comune.
Credo di avere esagerato con le informazioni, scusami. Torniamo al discorso della mente creativa… vedi, è una facoltà che anche noi terrestri possediamo, ma nessuno ce lo insegna a scuola. La nostra mente è veramente creativa, il pensiero ti fa arrivare ciò a cui tu dai energia continuamente, per questo è necessario coltivare pensieri felici, capisci? Così i tutti i tuoi incontri saranno felici. Una delle funzioni di Ashtalan è proprio di insegnarci questo, a creare un mondo migliore attraverso i nostri pensieri felici. Capisci ora quanto sia importante diventare consapevoli dell’esistenza di questo mondo parallelo? So che sei un po’ spaventato, è la prima volta che voliamo coscientemente con il corpo del sogno, ma è l’unico modo che abbiamo per arrivare là. Se ci addormentassimo e basta, potremmo non andarci insieme, invece voglio farti da guida, perché io Ashtalan la conosco bene, fin da quando avevo la tua età e sapere che esisteva mi ha sempre aiutato e fatto capire tante cose, dato speranza e coraggio e la voglia di andare avanti… no, non voglio essere melodrammatica, ma a volte la vita per noi adulti è difficile, perché ci dimentichiamo continuamente da dove veniamo e per amore della “normalità” siamo spesso costretti a nasconderci.
Ora ho fatto pace con la mia non possibile né augurabile normalità e da allora sono in contatto costante con questo magico mondo che è la Wonderland di Alice e l’Isola che non c’è di Peter Pan, perché essi sono vivi dentro di me e alimentano la mia fantasia nel portare avanti questo racconto.
Devi sapere che Ashtalan è collocata al di fuori della convenzione spazio-temporale in cui ci troviamo noi. Il suo è un universo parallelo al nostro, ma a noi molto legato perché è il tessuto, la trama che noi visitiamo nel nostro tempo del sogno, con il corpo del sogno. È la luce che nutre le sinapsi del nostro cervello. È la dimensione in cui il nostro spirito esperisce la realtà più profonda di sé, una condizione che si avvicina alla beatitudine della contemplazione dell’UNO.  L’esistenza di questo microcosmo parallelo è fondamentale per l’esistenza e la prosperità del nostro pianeta. Potremmo parlare di luogo-ombra, intendendo una condizione di invisibilità ma di presenza fondamentale di luce. Per il nostro benessere, ogni tanto uno dei sovrani di Ashtalan decide di sacrificare tutto il proprio essere e di oltrepassare la Porta tra i Mondi per nascere ed incarnarsi sul nostro pianeta. A noi spesso manca la capacità di alzare gli occhi e il cuore verso il Cielo, dove potremmo avere sentore della nostra condizione latente di semi-dei, di co-creatori della realtà e cambiare radicalmente le ns. esistenze quando ci accorgiamo di essere insoddisfatti. Anziché usare i nostri talenti creativi, li rinchiudiamo dentro cassetti che si riempiono spesso di ragnatele – il vuoto viene riempito poi da varie somatizzazioni, tra cui spicca l’attacco di panico, che sarebbe in realtà la salvezza, perché è un allarme della nostra coscienza che ci vuole svegliare. Invece pensiamo bene di metterla a tacere con svariati preparati chimici. Così ci perdiamo, perdiamo i nostri sogni, che si sbriciolano e sfaldano, la nostra anima diventa calcarea, incrostata dalle sostanze chimiche, non si muove più leggera ma ristagna pesante. È iniziata la fine della magia. Da quel punto in avanti diventiamo preda di ritmi automatici, lo sguardo si ispessisce e non irradia più luce.
Essendo Ashtalan la nostra ombra positiva, ricca di colori sgargianti, di luce e di gioia di vivere, come quando i nostri occhi si posano su una sciarpa di seta color fucsia, per i suoi abitanti era estremamente difficile e doloroso vegliare sul nostro mondo che piano piano nel corso dei secoli stava dimenticando la sua natura magica per diventare sempre più denso e nebuloso. I Grandi Signori del Tempo, coloro che captando i messaggi dell’Hunab Ku, al centro della Galassia, nutrivano la coscienza di ogni Essere Vivente nell’Universo che fosse in grado di ascoltarli, questi Distributori di Conoscenza, nell’alternanza dei cicli solari e lunari, davano un timbro e una forma all’esistenza. Entrando in armonia con questa ispirazione eterica, era possibile raggiungere uno stato di serenità costante, passando la propria vita immersi nella certezza di un equilibrio perfetto e di essere un ingranaggio assolutamente necessario per mantenerlo. Ma i Signori del Tempo sapevano anche che ogni ciclo lunare, solare o comunque i cicli planetari di per sé, creavano delle reazioni nelle varie galassie e nei diversi pianeti più in piccolo. Soprattutto si sapeva che si stava avverando la Grande Profezia, un evento di cui noi Grigi eravamo stati informati da svariati secoli e che comportava l’innalzamento di vibrazione di tutto il pianeta e ovviamente dei suoi abitanti. Come tutti sanno, il nostro pianeta possiede un cuore, come noi, perché noi siamo fatti a sua somiglianza. Il suo cuore è un enorme cristallo luminescente che pulsa teneramente e ritmicamente, per comunicare con i suoi figli. Il cristallo ha un’essenza estremamente sensibile ed evolutiva, si trasforma seguendo le influenze dell’ambiente cosmico che lo circonda. Il nostro pianeta, nell’interazione con gli altri pianeti e la sua Stella, si è sempre trasformato e così il suo cuore. Ora tutta la nostra Galassia si trova a dover fare un salto quantico nell’Iperspazio per raggiungere la condizione definitiva di etereità necessaria a risplendere di luce propria senza bruciare, ma diventando un luogo di beatitudine come Ashtalan stessa. Per fare in modo che questo avvenga è necessario che tutti gli abitanti si sveglino alla propria magia e aiutino il pianeta stesso a raggiungere una condizione di luminosità autonoma. La missione degli abitanti di Ashtalan è quella di vivere in mezzo a noi per far sentire la presenza della possibilità di cambiare la nostra vibrazione. Devono risvegliare in noi il ricordo del MONDO DEI SOGNI e della capacità di ognuno di noi ha di trasformare il proprio mondo per renderlo bello come Ashtalan.

 

 

giovedì 31 gennaio 2013

CAPITOLO 3 - LE 7 TRIBU' ASHTALIANE



Il piccolo Topinambur ringraziò telepaticamente Cram, il fungo che lo ospitava. Lo faceva sempre, perché gli era veramente grato per avergli messo a disposizione se stesso. Il fungo era ampio al suo interno, dove la temperatura era calda e umida e aiutava la pelle di Topinambur a mantenersi rilassata e rosea. In cambio Topinambur lo teneva pulito, lo lucidava, lo accarezzava e lo scaldava con il suo pensiero creativo. I Piccoli Esseri trovavano un valido supporto negli Esseri Immobili. Il piccolo Top si sedette dentro la conchiglia imbottita che era la sua seduta preferita, incrociò le gambe e chiuse gli occhi per concentrarsi. Visualizzò dapprima la Regina e poi tutti gli altri piccoli Esseri e un’assemblea che includeva tutti loro. Il messaggio era stato diramato, presto si sarebbero raccolti tutti dentro la Grotta Azzurra, ragion per cui lui vi si avviò per primo, per poter accogliere i primi arrivati. La Grotta Azzurra si trovava sotto la Grande Radura, al centro del loro villaggetto. C’era un’apertura da tana di coniglio e si accedeva ad uno spazio enorme in cui era ospitato un lago che prendeva luce da un altro buco nel terreno e che produceva lo stesso gioco di luci di un caleidoscopio.
Nel lago erano presenti un’infinità di piante acquatiche che coloravano l’acqua di tinte iridescenti. L’atmosfera era psichedelica. I Piccoli Esseri adoravano ritrovarsi lì perché quell’atmosfera nutriva la loro creatività e stimolava loro a produrre dei pensieri energeticamente perfetti. Inoltre dava loro chiarezza mentale e lucidità nelle scelte. Era perfetta per l’incontro di quella sera. Uno ad uno i Piccoli Esseri arrivarono  alla destinazione a loro indicata telepaticamente:
Futon aveva parcheggiato la propria gallina nel prato fuori dalla grotta, era molto pigro ed adorava salire in groppa all’animale e dondolarsi a ritmo cadenzato sulle soffici piume.
Tofu, con il suo cestino di provviste da cui non si separava mai, anche se compensava le proprie golosità con molto movimento fisico. Era arrivato fin lì di corsa ed era ancora ansimante.
Seitan, il mugnaio e fornaio, tanto generoso e di buon cuore, paffutello e rubicondo.
Shambala, la bella del villaggio, con le bionde trecce grosse come due funi da acrobata.
Kuala Lumpur, la donna dalla pelle d’ebano e le meravigliose labbra rosse che faceva sospirare tutti i Piccoli Esseri con il molleggiare dei fianchi abbondanti.
Indonesia, i cui occhi a mandorla incantavano le creature del bosco.
Tasmania, la strega dei Piccoli Esseri, colei che solamente posando gli occhi su una creatura poteva “vedere” lo stato energetico in cui si trovava, a volte anche il passato-presente-futuro contemporaneamente.
Oceania, colei che proteggeva le acque e i suoi abitanti da quella parte della Valle.
Infine arrivò Sumo, forte e imponente pur essendo un Piccolo Essere, custode e difensore della propria gente, soprattutto a livello energetico, considerando la totale mancanza di emotività negativa riscontrabile nella Valle.
Samarcanda, la dolce Samarcanda, saggia e antica come le stelle, si apprestò a presidiare l’assemblea volgendo lo sguardo sul suo amato Topinambur.
Ognuno prese la mano del compagno che gli o le sedeva accanto, chiusero tutti gli occhi e lessero i dettagli del pensiero del piccolo Topinambur. Alla fine si guardarono vicendevolmente negli occhi e Sumo, in quanto custode, fu il primo a prendere la parola:
“Cari fratelli e sorelle”, disse in un tono insolitamente grave per quella parte della Galassia, “se la Regina ha deciso di rispondere alla chiamata significa che così deve essere. Possiamo fidarci pienamente di lei e del suo metro di valutazione. Piuttosto creiamo una rete di luce che innalzi subito l’energia di questa Valle, in modo da stimolare un pensiero purissimo nelle menti più elevate di questo luogo.”
“Bene – disse Tasmania, in qualità di oracolo – stabiliamo il giorno più propizio a creare l’onda di luce. Dal mio conto del Sacro Tempo come Arte, direi che essendo ora il giorno della Tempesta Blu Cosmica, useremo questa giornata per purificarci come l’aria dopo la pioggia e domani, giorno del Sole Giallo Magnetico, glifo tra i segni chiari del mitico principe Pacal Votan, ci ritroveremo  alle 12 intorno alla sacra pietra scura per il innalzare il nostro pensiero.
“Trasmetterò immediatamente l’oracolo ai fratelli Cavalli Tatuati e alle sorelle Fate. Poi loro dirameranno il messaggio alle altre genti e presto il momento sarà noto a tutti.” Così aveva parlato il piccolo Topinambur detto Top, il quale subito chiuse gli occhi per richiamare alla mente il viso dell’amico Cavallo e quello della Presidentessa delle Fate per trasmettere loro l’oracolo.
Una luce chiara si innalzò dall’estremità superiore del corpo di Topinambur detto Top, crescendo sempre più verso l’alto, fin quando attraversò il soffitto roccioso della Grotta Azzurra e i Piccoli Esseri non lo videro più. Sapevano però dove stava andando quell’Energia-Pensiero, stava raggiungendo i suoi destinatari e il raggio di luce si sarebbe fisicamente propagato fino a loro con la velocità della luce.
La Tribù dei Cavalli Tatuati era composta da 5 creature di natura femminile e 5 creature di natura maschile: accanto ad Astor sedeva Aldebaran, con la Sacra Stella a 5 punte tatuata sulla fronte.
Lui era il canale di connessione con il Cielo perché la Stella era un ricettore di informazioni ad alto livello energetico. Il compito dei Cavalli all’interno di Ashatalan era quello di far radicare l’informazione galattica nella materia perché la loro forza li rendeva molto solidi, ma loro agilità e leggiadria li faceva eterei. Erano quindi le creature che più delle altre tenevano i contatti con i Signori del Tempo, per coagulare le istruzioni necessarie all’avvicinarsi dei Tempi Profetici.
Algadir – era il capo morale dei Cavalli Tatuati, colui che raccoglieva in sé secoli di evoluzione della propria razza fiera e indomita. Vegliava sui membri del gruppo ed era a lui che gli altri si rivolgevano in caso di disarmonia e squilibri.
Bucefalo – nero come la Notte e fiero come un gitano, era il capo della Parata che organizzava puntigliosamente.
Thorsten – appartenente alla razza del Grande Nord della Galassia, era arrivato ad Ashtalan per curare le proprie ferite dopo le Immense Guerre dei Spiraliani, e si era poi ben inserito nel variopinto e altero gruppo di nobili cavalli, decidendo di rimanere.
Ishtar – la cavalla pezzata che accudiva la Regina.

Angelita – la cavalla bianca con gli occhi azzurri, rarità di bellezza e dolcezza.
Negrita – sua sorella, custode del Seme della loro razza, quindi grande Ancella dei Cavalli Tatuati. Simbolo:
Durante una loro riunione, soprattutto quella presente, così solenne, veniva a formarsi  una cortina impenetrabile di luce protettiva, una luce pura, taumaturgica, che automaticamente alzava anche il livello energetico del luogo circostante. In realtà i Cavalli Tatuati, oltre ad essere i Custodi della Profezia, erano fenomenali antenne ricettive e propagatrici, co-creatrici di onde magnetiche. Il tatuaggio che tutti avevano sulla fronte era l’organo ricettore principale, il Sacro Simbolo che li distingueva e raffigurava la diversa tipologia espressiva e ricettiva di ciascuno.

I loro circoli erano speciali e di natura strettamente telepatica. Ad un osservatore esterno era evidente lo scambio, che si evinceva dall’intensità dello sguardo di chi stava emettendo il pensiero principale e si poteva chiaramente percepire la propagazione a cerchio dell’energia-pensiero, che costituiva sia una protezione che un nutrimento. Questo cerchio si compenetrò con quello emanato dai Piccoli Esseri, arricchendosi a vicenda di nuove sfumature. La colorazione dello spazio si modificava nel momento dell’incontro dei  due fasci di luce e i corpi dei Cavalli fremettero nell’incorporare le informazioni contenute in quell’Energia-Pensiero.

Sarebbero stati presenti alla Pietra Scura, il giorno dopo, all’appuntamento con le altre tribù.

La seconda derivazione del raggio emesso dai Piccoli Esseri aveva come destinazione il Popolo delle Fate. Queste creature possiedono una grazia innata, risuonano ad ogni movimento, perché la loro vibrazione è talmente alta che emette una nota di cristallo purissima elevata all’ennesima potenza. La meraviglia è che ad ogni suono si schiude un bocciolo di fiore, con il risultato che il loro rifugio è tutto una profusione di colori e profumi inenarrabile. Le Fate sono profondamente legate al mondo dei fiori, come tutte le mitologie da sempre riportano, e come tutti i miti anche questo ha una profonda radice di verità. Il fatto è che le fate e i fiori hanno la stessa matrice originaria luminosa, incarnando la stessa scomposizione della luce in colore e leggerezza e leggiadria.

In nessuna altra dimensione fate e fiori sono così intrinsecamente collegati da generare questo curioso fenomeno dell’apertura spontanea di corolle colorate. Il loro luogo di residenza si trova sopra l’altura della Pietra Verde, una gigantesca escrescenza di giada che luccica di luce propria a qualsiasi ora del giorno e della notte, come se possedesse un cuore palpitante all’unisono con le magiche creaturine che la circondano, e sicuramente è proprio così….
Grazie alla Pietra Verde e al suo irraggiamento di luce cangiante, le fate hanno la pelle di un bel colore madreperlaceo opalino, rilucente, che dà loro una sorta di bagliore, rendendole visibili anche da molto lontano.
Quel giorno le 10 fate avevano già percepito il comando di riunirsi.
Non c’è bisogno di molti segnali ad Ashtalan, una necessità come quella attuale è facilmente captabile da chi possiede sensi così acuti.  Quindi il raggio in arrivo trovò le fate già sedute in circolo e il pensiero del piccolo Top entrò in connessione simultaneamente con tutte le creaturine alate.
Le Fate spalancarono gli occhi e si guardarono l’un l’altra con determinazione. Il tempo era giunto e le Fate avrebbero giocato la loro parte.
Aifòs
Aìsa
Ècila
Annàira
Adaìg
Ainòs
Anùl
Elòs
Allèts
Erenèv
Le Fate sono fondamentali per la sussistenza stessa della Valle perché la loro energia ancora questo mondo magico a quello dei Grigi. La luce dorata che emanano, il trillo che le accompagna e gli innumerevoli fiori che sbocciano ovunque al loro passaggio possiedono una carica neutronica tale da formare degli agganci dorati alla fascia dell’atmosfera terrestre che racchiude le Emanazioni dell’energia-pensiero umana. Questa viene così nutrita e ripulita, dando speranza e gioia, aiutandola a vincere la forza di gravità che tante volte appesantisce la psiche umana, ostacolando la traiettoria dello sguardo psicofisico verso il Cielo.
C’è sempre necessità di lavorare alla densità vibratoria del nostro pianeta e quel lavoro così delicato, fragile come una ragnatela dorata, lo compiono le fate, abitando i sogni delle persone, ispirando l’arte e contattando le fertili menti ingenue dei bimbi, quando la presenza di un genitore troppo distratto non invalida il messaggio. Quindi in questo momento di passaggio il loro contributo era estremamente importante perché era necessario effettuare un lavoro di preparazione estremamente minuzioso. i Grigi dovevano essere spinti a sognare molto e soprattutto a visitare nuovi posti del sogno, dove potessero venire a contatto con le tribù della Valle e ricordare la loro luce più vera, la Scintilla Brillante. Per fare ciò, bisognava emettere un segnale globale potente, che entrasse in contatto con l’inconscio, in modo che il Plutone residente dentro ogni essere vivente ,  la sua parte più inconscia, si risvegliasse e permettesse l’apertura dell’occhio di luce.
Quello che le Fate usano è un simbolo, che fanno apparire simultaneamente nei 4 semi emisferi a livello di protosfera, e che entra immediatamente in connessione con l’amigdala, attivandola per i sogni.
Nel momento in cui il simbolo compare ripetuto nei 4 semi emisferi, il nostro inconscio reagisce immediatamente rilassandosi e lasciando andare le tensioni dovute agli intrecci e ingarbugliamenti delle varie personalità. La semplice emanazione energetica del simbolo serve già a innalzare la vibrazione dell’inconscio collettivo, quindi tutta l’operazione risulta relativamente veloce. Ad enfatizzare ed attirare l’attenzione dello sguardo umano ci pensano i coloratissimi Pappagalli, una delle altre tribù, i quali si alzano in volo in varie parti del pianeta per svegliarci dalle quotidiane occupazioni e farci agganciare lo sguardo al simbolo.
Questo è un momento unico di interazione fisica tra i nostri due mondi, che l’occhio percepisce come un fascio composto di miliardi di gocce iridescenti che si compongono in una forma mitica – l’Arcobaleno. È  attraverso quella luce fosforescente che i colori sgargianti del piumaggio dei Pappagalli si scompone e può essere percepita da noi Grigi senza creare scompensi. Certo, scompensi… come pensi che si sentirebbe un finlandese a vedere uno stormo di pappagalli volargli sopra la testa?
La tribù dei Pappagalli ha il compito di insegnare ai Grigi la leggerezza. Essi sono creature ambivalenti perché la loro natura permetteva loro di abitare i due mondi, le due realtà, il mondo eterico, creativo e libero e quello più denso e materico. Anzi, sono, tra le Tribù della Valle, quella che, proprio per questa capacità, ha il compito di abitare nel regno materico, lasciando un piccolo presidio nella Valle, come ponte di collegamento e di comunicazione.
I Pappagalli si attivano sempre nelle situazioni di estremo allarme e il loro posto preferito nella  terra dei Grigi sono i luoghi più magici, più collegati con il centro di quel pianeta che ancora pulsa vivo sotto la coltre di grigiore che i suoi abitanti vi hanno spalmato sopra con la loro densa potenza mentale. I Pappagalli hanno la capacità di connettersi con quel cuore pulsante che vibra sotto la superficie. Nei luoghi da loro abitati ci sono dei portali di ricezione che si sono mantenuti ancora relativamente puliti. La loro forza di luce riesce ad alzare ulteriormente l’energia che fuoriesce dal profondo, mantenendo elevata anche la vibrazione di tutto il pianeta.
Tutti i loro colori sono catalizzatori energetici, chi li guarda automaticamente sente il cuore battere più forte, il respiro alleggerirsi e la mente più libera. Per questo il loro compito è quello di attirare l’attenzione nel momento in cui le Fate evocano in Cielo il simbolo del Risveglio.
Il loro Capo, l’Uccello più splendente, il Maestro del Voloplanare, era Uruk, il tre volte Magnifico. Magnifico il piumaggio, magnifico il becco, maestosa l’apertura alare.
La sua amata compagna era Europa, dolce ma implacabile nel richiamare gli Esseri a se stessi, per riconoscere la propria Presenza-Essenza. Questo avviene perché la sua impronta energetica è tale da evocare  quel feedback nel cervello-elaboratore di chi osserva il coloratissimo piumaggio.
L’altra coppia della magica quaterna che teneva insieme le assi della Tribù dei Pappagalli erano Vortex e la sua compagna Bordek; la loro funzione era quella di supportare e nutrire Uruk ed Europa durante le loro missioni nel mondo dei Grigi, quando era importante mantenere alto il livello energetico e la densità dei pensieri nell’etere rendevano molto difficile farlo. Le auree dei 4 volatili magici si univano in un cuneo di luce fortissimo e sparavano brillantezza tutto intorno a miglia di distanza. Questo aumentava a dismisura la potenza dell’effetto vibrazionale sulla Visione degli spettatori.
A loro facevano da contorno altre 3 coppie di Pappagalli Magici:
Eutrek e la dolce Isa, i Pappagalli cantanti, unici nella loro specie.
Dvorak e l’orgogliosa Crimilde, i pappagalli bianco-crestati, che con la purezza del loro colore coagulavano luce ridistribuendola intorno.
Duke e la bellissima Raja, che avevano il potere di cacciare ed alleggerire la densità dei pensieri dei Grigi.
Anche la Tribù delle Farfalle faceva parte della popolazione magica della Valle.
Le Farfalle, come i Pappagalli e le Fate, erano profondamente legate all’energia dei Fiori, a quel tipo di atmosfera eterica, leggera, vivace, allegra, briosa, sognante, amorevole, accogliente, esaltante, funambolica e appagante. Esse si dividono in coppie e si chiamano:
Ashram e Ashley,
Rushmore e Casha
Nashville e Ishmal
Shaman e Eshar
Ashor e Shake
Le Fate erano intimamente legate ai Fiori, grazie al loro trillo puro e acuto che favoriva la loro apparizione; i fiori attiravano le Farfalle, le quali erano a loro volta connesse con i Pappagalli, che ne rappresentavano l’ottava superiore.
Si veniva così a creare una scala armonica che passava attraverso vari stati energetici e vibrazionali dal più eterico al più denso, che comprendeva tutto lo spettro del colore, diffondendo una nota musicale tra le più coinvolgenti, commoventi ed emozionanti.
Ora, tutto questo micro mondo era ospitato ed alimentato dalla corrente dei forti Alberi, grandi creature maestose, che con le loro radici che affondavano nel terreno, radicavano la magia che le loro foglie assorbivano dall’aria di questo luogo stupefacente, radicandola nella terra, emettevano poi a loro volta nell’aria luce pura, creatività, gioia e autorealizzazione, che era a disposizione di tutti gli esseri che vivevano in quei dintorni.
Gli Alberi di Ashtalan condensavano in sé tutta l’energia benefica, erano generosi, accoglienti, calorosi ed avevano la capacità di migliorare lo stato vibrazionale degli esseri che entravano in contatto con loro. Gli umani che avevano la possibilità di entrare ad Ashtalan attraverso i sogni venivano solitamente stesi sotto le fronde di questi alberi magnifici per curare malattie psicosomatiche anche gravi.
Molte volte erano gli abitanti di Ashtalan a chiedere agli Alberi il permesso di poter portare alcuni umani in particolari gravi condizioni per essere guariti. In questo caso gli esseri contattavano gli umani durante la fase REM e, dietro loro consenso, trasportavano il corpo del sogno nella dimensione magica di Ashtalan, dove gli umani potevano essere sottoposti a purificazione, elevazione e ristrutturazione della tonalità di energia personale. Così questi tornavano nel mondo vigile con un principio di volontà di guarigione che molte volte portava a compimento quello che era iniziato ad Ashtalan.
Gli Alberi erano disposti a cerchio in una grande radura nel centro di Ashtalan, come a voler testimoniare una centralità dell’energia che si radicava nelle viscere più profonde, come un cuore gigante che irrorava tutto il luogo, così come le arterie irrorano di sangue l’organismo, ossigenandolo. Al centro del cerchio si ergeva mastodontico e furoreggiando di colori intensi come un fuoco eterno l’Albero Padre, ATMA, colui che portava il grande respiro, circondato dai suoi fratelli:
MATHA
ATMON
ATOM
AMMAN
OMAN
MEMTA
OUHM
TMAN
Gli Alberi erano funzionali al respiro di Ashtalan, pulsavano quieti e potenti come gigantesche creature polmonati che purificavano tutta l’energia pensiero che veniva dal pianeta dei Grigi, decantavano le parti più dense, che diventavano humus per la valle, che riusciva a trasformare quelle densità in cellule strutturali. I Grigi provenivano a livello di potenza da questo luogo ed erano potenzialmente simili cellularmente a questa terra onirica.
Il livello energetico dei Grigi era molto basso e la presenza di Ashtlan e la cura che le sue creature ci mettevano nel volerli aiutare, impedivano a quel triste mondo di sprofondare nella cupezza più pesante che avrebbe portato ad una inesorabile e costante desertificazione delle terre, fino alla completa sparizione di qualsiasi forma di vita. L’inaridimento del pianeta dei Grigi avrebbe di riflesso significato la totale sparizione di Ashtalan, come un processo di graduale autoassorbimento degli spazi, come un buco nero o un autorisucchiamento verso l’interno, un’autoeliminazione, un’autocastrazione per mancanza di scopo e obiettivo.
Il grande Respiro di ATMA si propagava all’intorno, la sua espirazione veniva presa dall’albero a lui gerarchicamente inferiore e trasportato per induzione tra il cerchio delle creature. Ad ogni espirazione una nuvola dorata emanava dalle chiome, fino a diventare una nebulosa continua, senza interruzione, che si elevava al di sopra del paesaggio, contribuendo all’effetto luminoso così particolare di luce aurorea, alborea, rosa-dorata di un’alba senza fine, che rendeva speciale questo luogo, indimenticabile e chi lo aveva visitato nei sogni, come un luogo della coscienza che si può visitare quando si viaggia usando gli occhi interiori.