mercoledì 8 gennaio 2014

CAPITOLO 9 - IL GRANDE OCCHIO NEL CIELO








Il messaggio arrivò alla Regina, che sgranò gli occhi all’ondata di calda energia che le invase il corpo e la mente. La prima cosa che fece fu di recarsi sulla collina dello Scrutatore del Firmamento per verificare gli assetti planetari. Aveva bisogno di tutta l’assistenza possibile affinché il suo passaggio portasse con sé il quantum di luce necessario a farsi riconoscere a distanza dai Grigi.
Chiamò a sé le Farfalle perché sentiva di aver bisogno della loro specifica energia per predisporsi nel miglior stato d’animo possibile. Con i loro colori, con i fiori che sbocciavano tutto intorno, le Farfalle rendevano il paesaggio un tripudio di vibrazioni positive, scintillanti e fresche, come il profumo dei pini marittimi dopo un’intensa pioggia.
Il piccolo corteo iridescente salì l’ordinato sentiero di ciottoli bianchi costeggiato di alti cipressi, dove lo Scrutatore era già in attesa. Il sorriso sincero e lo sguardo aperto fecero ulteriormente aumentare il livello energetico di tutti i chakra della Regina.
“Grazie di esistere, Potomac, anche il solo posare gli occhi su di te è nutrimento per la mia anima”.
“E così è per me, mia Regina. È sempre talmente una gioia vederti che il cuore si apre come i fiori che sbocciano al passaggio delle Farfalle”.
La Regina entrò nell’Osservatorio e lo Scrutatore la condusse su per la lunga scala, verso il Grande Occhio.
“Vedi Regina, ora il momento è molto propizio ad un passaggio nell’altra dimensione. Il grande Giove è appena entrato nella costellazione del Toro e favorisce la densificazione della materia, visto che quella costellazione appartiene ai segni zodiacali dell’elemento Terra. Oltre a ciò, il Toro è un segno legato alla stabilità emotiva e sul pianeta dei Grigi porta serenità verso il futuro.
Il governatore del tempo cronologico, il saggio Saturno, si trova ora nell’esaltazione della costellazione della Bilancia, ispirando senso di giustizia sociale e predisposizione verso una comune condotta etica.
I pianeti più lontani, Urano, Nettuno e Plutone, navigano verso un nuovo inizio e installano nell’anima la necessità di ricominciare da nuovi presupposti che rispecchino l’anelito di verità nel cuore.
Tutto questo durerà ancora 12 porzioni di tempo cronologico che i Grigi chiamano mesi, vedi, questo è un decalogo del loro computo del tempo”, le porse un opuscolo colorato diviso in scacchi regolari numerati in successione.  “Direi che l’impulso degli astri è con te, puoi percepire bene il canto che proviene dalle Sacre Sfere e muoverti di conseguenza”.
“Grazie, grande Uomo, i tuoi responsi sono sempre i più incoraggianti. Ora so quello che posso fare”.

Il messaggio telepatico si diffuse rapidamente tra tutti gli abitanti di Ashtalan – era necessaria l’energia di tutti per ispirare a Lluvia il sogno decisivo che avrebbe aperto il passaggio nell’altra dimensione alla Regina. In breve si ritrovarono tutte le tribù ai piedi della Sacra Montagna Eleirbag, ognuno prese posto e iniziò la visualizzazione guidata dalla Regina.


CONTINUA 



















CAPITOLO 8 - LA SOLENNE ASSEMBLEA



La Regina si presentò davanti all’Assemblea dei Signori del Tempo, una grande stanza dalle pareti talmente bianche che si aveva la sensazione di trovarsi in un luminoso spazio vuoto, con il soffitto a volta e circolare; gli unici arredi erano gli scranni dorati su cui erano seduti gli immensi Signori, nel loro silenzio atavico, l’espressione indecifrabile, il volto enigmatico, testimoni e portatori della qualità d’Unità Universale.
La stanza era attraversata da un canale trasparente che emanava pura luce, partendo dal pavimento fino al soffitto. Il canale prendeva radice dal vuoto e si estendeva verso di esso, come se la stanza fosse sospesa nello spazio cosmico, e così era. Tutte le creature invitate lì ci arrivavano sotto forma di ologramma. Nessuna materia universale, neanche il plasma stellare, poteva entrare lì perché la stanza si trovava in una matrice spaziale esterna al cosmo.
La minuscola Regina apparve come una formichina all’interno di quella austera riunione, eppure anche il suo ologramma riusciva a farla risplendere e a rilucere come una meravigliosa farfalla variopinta.
“Signori dell’Universo, voi che custodite le Leggi della Saggezza, sono venuta al vostro cospetto per informarvi di aver trovato la giusta candidata ad ospitarmi nel proprio grembo per offrirmi un passaggio nell’al di là, affinché io possa andare dove c’è nebbia e confusione a rischiarare le menti e a scaldare i cuori.”
Così dicendo aprì la mano destra e rivolse il palmo verso l’alto facendo comparire una visione olografica di Lluvia, grande abbastanza da poter essere percepita dai giganteschi astanti.
“Notiamo incertezza nel suo cuore, sei sicura che possa essere questa la creatura più adatta?” disse Ahau, il Signore Sole.
“Ho bisogno di un essere che sia anche molto umano, che abbia voglia di evolversi, ma che mi possa offrire anche il lato più fragile, così conoscerò meglio la debolezza e potrò guarirla prima”.
Intervenne Imix, il Signore Drago: “Purché tu abbia ben vagliato le tue possibilità. Non vorremmo che rimanessi incastrata nella densità del mondo emotivo umano”.
“Ho scelto lei perché mi permetterà di diluire quella densità e lei sarà da esempio a molti, perché chi la conosce già non si aspetterà una sua evoluzione verso la consapevolezza della propria regalità. Lo stupore che regalerà sarà l’agente aggregante che farà scattare la molla dentro gli spettatori di questo cambiamento. Fidatevi, Signori, neanche io voglio che la mia missione venga vanificata, quindi vi prego di concentrarvi affinché il mio viaggio in quella dimensione sia fruttuoso e veloce.”
“Noi ti assisteremo in ogni momento. Troverai dei nostri rappresentanti che sono già là e che ti aspettano, anche se non sanno ancora chi sarai né che aspetto avrai.
Al compimento del tuo terzo anno terrestre ti sarà fatto dono del nostro talismano e da lì in poi potrai dare inizio alla tua missione vera e propria” disse Cauac, la Signora Tempesta.
“Ma soprattutto sappi che nascerai nel giorno 140 del sacro sincronario galattico Tzolkin, il computo del tempo universale. In quel giorno nel cosmo spira l’energia del Sole Giallo Planetario, che ispira la concretizzazione della chiarezza nelle menti e nel cuore. Il suo spazio temporale si apre al centro del sincronario e rappresenta la base del canale percettivo del Kuxam Suum che lega tutti gli esseri al Centro della Galassia.
Questa creatura che hai scelto ha il viso ispirato di chi è nato sotto l’energia della Notte Blu, ha con sé il potere del Sogno. Riteniamo che quindi parlandole in quella dimensione, tu possa ottenere degli ottimi risultati per la tua missione”.
“Dite il vero come sempre. Mi sono premurata di scegliere un essere ispirato dalla Notte Blu perché il primo approccio con il nostro mondo avviene sempre nel Tempo del Sogno. Volevo incontrarla in un terreno che le fosse familiare. L’umana è nata nel giorno della Notte Blu Ritmica, colei che ricerca l’equilibrio attraverso il sogno e la caduta dei veli dell’illusione della Matrix.
Che la pace sia con voi, miei Signori”.
“Segui sempre il Lungo Computo del sacro sincronario quando sei di al di là, ti aiuterà a ritrovare l’equilibrio e il senso, il collegamento e la strada. Ricordati che dopo che avrai compiuto i 10 anni terrestri i tuoi ricordi di questa dimensione cominceranno a svanire. Lo Tzolkin ti aiuterà a ravvivare la memoria delle tue origini.”
Detto questo, la Regina svanì.
Il silenzio tornò nella Stanza Suprema e tutti i Signori puntarono lo sguardo verso il canale, che loro chiamavano Kuxam Suum, dall’antica lingua celeste, colui che tiene collegati tutti i mondi con la Sorgente.
Parte della loro missione era appena cominciata.
Le Ruote del Qui e Ora iniziarono a girare intersecandosi, ingranaggio dentro ingranaggio, la trasmissione era cominciata.
Il Kuxam Suum, fonte di collegamento tra Cielo e Pianeti, origine delle informazioni galattiche, cordone ombelicale dorato, che univa alla Fonte, iniziò a pulsare più intensamente del solito. Il Sole avrebbe poi ritrasmesso quel battito universale attraverso l’emissione di macchie solari. I 20 Signori del Tempo cominciarono ad illuminarsi a turno, a seconda del numero implicato – 13 . 1 . 7 . 4 . 5 . 13, Viandante, Drago, Mano, Seme, Serpente, Viandante, rosso, rosso, blu, giallo, rosso, rosso.
9 . 9 . 8 . 7 . 5 . 12 . 11 . 13, Luna, Luna, Stella, Mano, Serpente, Umano, Scimmia, Viandante, rosso, rosso, giallo, blu, rosso, giallo, blu, rosso.
Cosmico, Magnetico, Risonante, Autoesistente, Intonante, Cosmico, Solare, Solare, Galattico, Risonante, Intonante, Cristallo, Spettrale, Cosmico.
Il vortice di energia formato dalle informazioni galattiche era forte, strascinante, coinvolgente. Quando raggiunse la massima intensità, con l’ultimo pulsare del numero 13, la trasmissione si spense all’improvviso, il Kuxam Suum ridimensionò la luminosità e tutto apparentemente riassunse l’aspetto precedente.
Parlarono Imix, il Signore Drago e Ben, il Signore Viandante dei Cieli, il numero 1 e 13: “Si è aperto il passaggio, sono iniziati i 3 mesi di incubazione energetica che preparano il terreno alla fecondazione dell’uovo da parte del microorganismo.
Che la Regina venga subito avvisata, il concepimento deve avvenire entro la fine della prossima Onda Incantata di 13 kin”.

CONTINUA

venerdì 24 maggio 2013

CAPITOLO 7 - VIAGGIO NEL MONDO DEL SOGNO FINO ALL'ARCOBALENO

VIAGGIO NEL MONDO DEL SOGNO FINO ALL'ARCOBALENO


Le sette tribù si ritrovarono riunite ai piedi della Grande Montagna, dove si trovava la radura degli Alberi Sacri. Ognuno dei loro componenti prese posto, un essere per ogni tribù sotto un singolo albero, mentre l’albero centrale ne ospitava una coppia di ognuna. L’albero centrale fece stormire le fronde producendo una musica come di violini, le creature si concentrarono chiudendo gli occhi e fecero partire un ponte di luce, il cui punto di arrivo era al di là della loro dimensione: Lluvia, nel mondo dei Grigi. Lluvia, in quel momento stava dormendo, era notte inoltrata. Il sogno era tutto colorato di rosa e lei si ritrovava in un bellissimo giardino molto curato, con un sentiero di sassolini bordato di siepi verdi ben potate in file uguali, al di là delle quali c’erano prati d’erba regolare e alberi di medie dimensioni, molto rigogliosi, qua e là si vedevano aiuole di fiori coloratissimi, dalle più diverse forme. Quello che colpì il suo occhio era la tonalità dei colori, una tonalità carica, come se la vista potesse percepire un pulsare degli oggetti che osservava, come se gli alberi, i fiori, il cielo fossero abitati da una presenza animata. E questa presenza era molto accogliente e rassicurante, rilassante. Le piaceva trovarsi lì, le piaceva il rumore dei passi sui sassolini. Da lontano sentiva arrivare il suono argentino di acqua corrente, “un fiume!” si disse, e si mosse per cercarlo. In quel momento, da un albero si staccò una cometa di mille colori sgargianti e Lucia si fermò incantata. Cos’era quella creatura maestosa nell’aria? Un pappagallo! Un pappagallo …. non ne aveva mai visto uno dal vivo, le girava curiosamente sopra la testa, come se non avesse paura di lei, anzi volesse farsi ammirare in tutto lo splendore. Lluvia era troppo rapita dalla visione per muovere un solo muscolo, nell’attesa di vedere cosa quello strano uccello avesse intenzione di fare. Non si accorse quindi di un altro strano essere che stava risalendo il sentiero. Le sembianze erano umane ma la cosa singolare era che l’essere aveva le dimensioni di un bambino di due anni ma con la postura e l’andatura di un adulto. Andò incontro a Lluvia e la prese per mano con affetto. La stretta era gentile e calorosa. Era una bambina, abbigliata in taffetà rosa e crinoline. Sulla testa calva portava una graziosa coroncina, come quella delle principessine delle fiabe ed arrivava appena alla vita di Lucia, considerando che questa non era poi così alta! Erano però gli occhi quello che sconcertarono maggiormente Lluvia: erano occhi di cielo profondo che emanavano una luce di gioia e pienezza. Lluvia avvertì una sensazione di vertigine nel collegarsi allo sguardo di quella strana bambina. La voce era adulta e melodiosa quando le disse “Ciao Lluvia, benvenuta nella Valle dello Splendore, Ashtalan. Ti stavamo aspettando”. Lluvia fu molto stupita sia per le parole che per l’intera scena a cui stava assistendo. Era cosciente di stare sognando ma tutto sembrava così reale da indurla a dubitare del proprio stato. Riuscì a dire: “Ma che posto è questo?” “Questo è il luogo del cuore e della mente, il luogo del Tutto e dell’Amore, il luogo in cui i sogni umani si avverano e ciò che desideri si materializza. Il luogo della Pace e dell’Armonia, il luogo sacro che tiene viva in sé la fiamma del vostro mondo umano; senza Ashtalan voi umani sareste persi da lungo tempo”.
“Wow! E’ meraviglioso! Ma perché mi trovo qui? Sto sognando, giusto? Mi sembra tutto così reale …”
“Tu sei qui con il corpo del sogno perché è l’unico modo possibile di accesso per voi. Alcuni ci visitano continuamente durante il tempo del sogno e questo è di grande sostegno evolutivo per questi esseri. Venire qui risveglia in loro il ricordo dell’Età dell’Oro, quando voi umani eravate Dei e camminavate orgogliosi lungo i verdi sentieri del vostro pianeta, prima che nascesse l’Epoca del Fumo e che tutto assumesse quella densità così viscosa che oggi vi caratterizza.
Chi arriva qui viene inizialmente selezionato da me, che sono Regina di questo luogo, per aprire la strada del Cuore alla grande Autoespressione, che è il primo passo verso la riacquisizione del vostro antico potere di Dei. Vogliamo risvegliare quanti più esseri possibile per il Tempo della Profezia e i 9 Signori del Tempo mi hanno già dato il consenso per la mia Missione e io ho scelto te.”
“Scelto me per una missione? Ma cosa significa? Io non sono tagliata per le missioni! Sono una persona normalissima, senza alcuna attitudine per l’avventura. E poi ho la mia vita, il lavoro, non posso mollare tutto e partire per chissà quale missione. E poi sei solo un sogno, non esisti nella realtà, quindi che mi preoccupo a fare?”
Fu a quel punto che Lluvia si svegliò di soprassalto:
“Oh mio Dio, che strano sogno! Ma che posto meraviglioso!”
Aveva ancora nel cuore e nella mente quella calma e serenità totale che la piccola Regina le aveva trasmesso. Si rigirò nel letto e provò a riaddormentarsi, magari poteva ritornare in quel luogo stupendo ancora per un po’. Niente da fare, non riusciva più a prendere sonno e dopo qualche ora si alzò stanca e innervosita, nauseata dal dover affrontare un’altra giornata di lavoro.
L’atmosfera del consesso delle creature magiche si ridestò, ognuna di esse si ricompose, aprì gli occhi, chi li possedeva, gli alberi si sfrondarono, i fiori si dondolavano piano e le tribù si ricomposero per scambiarsi le impressioni su quanto avevano appena visto nello schermo della propria mente: avevano tutti assistito al sogno di Lluvia.
“E’ evidente che dovremo fare molti tentativi prima che il cuore di questo essere denso possa recepire la nostra luce e agire di conseguenza” disse la fata Aifòs.
La Montagna Sacra, da tutti conosciuta come Eleirbag, emise un sordo brontolio, la sua voce potente, che tutti percepirono avere il seguente significato: I Nove Signori del Tempo sanno che non abbiamo molti tentativi a disposizione. La Regina ha fatto la sua scelta, e lei dovrà passare, che l’essere denso venga risvegliato a se stesso o meno. Propongo un altro tentativo subito domani.
Parlò allora il saggio Aldebaran dei Cavalli Sacri: “Sai, caro ed eminente Eleirbag, che non possiamo forzare la volontà di alcun essere denso, pena il rifiuto totale. Allora il passaggio della Regina nell’altra dimensione sarebbe vanificato alle fondamenta. Aspettiamo il Gran Consiglio di questa sera a palazzo e ascoltiamo il suo responso. In fondo la Regina ha stabilito un contatto sia visivo che tattile. Avrà avuto modo di sondare questo cuore approfonditamente e di leggere nella sua mente”
La scena si sposta nel palazzo di cristallo, rilucente e brillante di luce propria, grazie al meteorite fulgido custodito al suo centro, sospeso libero e visibile da ogni punto di Ashtalan. E’ come un cuore pulsante e luminoso che vortica sospeso dal suo stesso movimento. La sua presenza permette il radicamento di quella luce dorata che pervade tutta Ashtalan. La Regina lo ha evocato e le è stato dato in dono dai Signori del Tempo nel momento in cui lei si è materializzata su Ashtalan, all’inizio dell’ultimo ciclo arturiano.
Ora il momento era solenne. La Regina sedeva concentrata e rilassata sul suo trono foderato di tessuto felpato rosa. L’assemblea era riunita, eppure lei sedeva da sola nella grande sala. Il contatto su Ashtalan era puramente telepatico. La Regina quindi trasmise il suo messaggio sull’importante incontro appena svoltosi con Lluvia.
“L’umana prescelta è in possesso di un’anima ancora giovane e questo è stato uno dei motivi per cui il mio sguardo si è posato su di lei. Un’anima giovane può imparare tanto, non ha ferite significative né traumi perenni e invalidanti. È curiosa e assetata. Per contro, la sua adesione al progetto e l’accettazione della nostra realtà richiederanno più tempo, ma sono sicura che rientreremo bene nei margini che ci spettano. Posso dirmi soddisfatta. Vorrei ora far apparire fate, fiori e pappagalli nei suoi sogni, così che l’atmosfera la riporti all’innocenza infantile, dal cui punto di vista tutto può essere accettato”
Le tribù chiamate in causa acconsentirono subito alla richiesta della Regina e fecero la conta per vedere chi avrebbe partecipato all’impresa.
 Tra le fate toccò ad Adàig e Anùl che rotearono liete all’idea, i loro fiori applaudivano lievi nel vento emettendo nuvole di profumate che resero l’aria carica di ferormoni. Tra i Pappagalli si offrirono volontari Dvorak e Crimilde, perché il loro candido piumaggio avrebbe sicuramente illuminato e scaldato il cuore di Lluvia.
Erano tutti pronti. Non rimaneva che attendere che l’umana si coricasse e cominciasse a sognare.
Quella sera Lluvia era ancora perplessa dal sogno fatto, anche se era passata un’intera giornata di discussioni, di fatica, di corse all’ultimo minuto, una classica giornata di una persona che cerca di vivere pezzo dopo pezzo un’esistenza incatenata a riti disumani, l’autobus della mattina, il lavoro stressante e sottopagato, la laurea dimenticata, una delusione via l’altra e l’accontentarsi di quello che si trova, ringraziando Dio di aver almeno trovato uno straccio di lavoro.
Con questa visione di pessimismo cosmico, Lluvia arrivò finalmente a letto, troppo stanca per leggere un buon libro come era solita fare, piombò in un sonno pesante quasi subito.
Il panorama era lo stesso della notte precedente, il giardino pieno di meraviglie, il sentiero di ghiaia che andava avanti senza fine, i fiori e gli alberi che emanavano quello strano brillio o di colori carichi di gioia; questa volta non vide nessun piccolo essere strano venirle incontro, così si prese più tempo per guardarsi intorno, quasi contenta ma un po’ sconcertata di essere di nuovo lì. All’improvviso vide delle grosse farfalle sbucare dalle fronde di un albero, coloratissime e molto grandi per essere delle farfalle e con uno strano corpo ….
“Ma non è possibile! Sì che è possibile, sto sognando! Ma quelle non sono forse fate?!”
Le due creature magiche svolazzarono imperturbabili e la meraviglia era che emettevano un piacevole suono cristallino, come i campanelli della slitta di Babbo Natale, e ovunque si muovessero al suolo comparivano fiori di tutte le fogge e colori, cosicché in breve il prato sottostante fu tutto un’aiuola fiorita di rosa, viola, giallo limone e giallo pompelmo, lilla, blu, blu oltremare. 
Che bello questo sogno… da piccola adorava  le fate e voleva sempre travestirsi da fatina a carnevale. Soprattutto le piaceva l’idea di avere le ali e di indossare abiti coloratissimi senza essere derisa. Seguì le farfalle con molta naturalezza, sentendosi al sicuro in quell’ambiente pur sconosciuto. La gioia che quella visione le faceva sgorgare dentro aveva innalzato completamente la sua vibrazione interiore e sentiva di non dover temere nulla. All’improvviso, quando il sentiero stava leggermente declinando, mostrando all’orizzonte delle colline ed il corso di un fiume che la notte scorsa aveva solo udito, vide dei volatili nel cielo.
Definiamo questo cielo, una distesa limpida color rosa arancio azzurra, come un’alba costante, di una luminosità tale che ti disponeva subito nello stato d’animo migliore. In questo cielo aurorale, in cui non si vedeva il sole, spuntarono due volatili dal meraviglioso piumaggio: due angeli bianchi splendenti, con due becchi arancio che spiccavano nell’insieme candido. Erano circondati da un alone enorme, come se avessero un faro puntato addosso, ed avevano una notevole apertura alare.
Lluvia si fermò immediatamente a bocca aperta, naso all’insù, mentre le due creature le passavano sopra la testa ad una altezza che le permise di osservarli bene nei dettagli, le soffici piume del sottopancia, gli artigli ripiegati.
Accidenti! Che meraviglia!
Ormai era completamente estasiata, fuori di sé dalla gioia e come una bimba iniziò a saltellare battendo le mani.
La Regina aveva raggiunto il proprio scopo, era riuscita a far elevare l’energia interiore di Lluvia, risvegliando la bambina che giaceva da tempo dimenticata e soffocata dalle incombenze quotidiane della vita adulta. Al risveglio quella persona sarebbe stata già diversa dalla sera prima e finalmente si riusciva a vedere una luce in fondo al tunnel. Ora avrebbe pensato al passo successivo e per questo voleva avvalersi dell’assistenza del Grande Specchio e dell’Occhio nel Cielo. Era sicura che loro avrebbero saputo darle le risposte che stava aspettando in modo da potersi presentare al cospetto dei Signori del Tempo con una valida proposta. Nel caso in cui i Signori non avessero trovato più che idonea la situazione nel pianeta dei Grigi, non le avrebbero permesso di oltrepassare la Soglia e la sua missione avrebbe dovuto essere rimandata o forse cancellata per sempre e la Regina avrebbe fallito lo scopo.
Nel frattempo nel cervello di Lluvia si era insinuato un suono estraneo, disarmonico, che sembrava arrivare da molto lontano. Il corpo del sogno fu richiamato al suo posto e quello fisico si rigirò nel letto, in uno stato d’animo da “intramondo”, come quando non si è completamente rientrati in sé. Il suono tornò più forte e il sistema nervoso fu definitivamente attivato dal carattere imperioso di questa intrusione. Lucia alla fine capì dove si trovava e cosa stava accadendo. Si stirò, face uno sbadiglio, ancora negli occhi la magica luce, una sensazione di ampio respiro nel cuore. Dopo tanto tempo era contenta di svegliarsi, di vivere, di affrontare una nuova giornata che in fondo non sarebbe stata così male se lei l’avesse vissuta con lo spirito giusto.
Andò in bagno per le solite funzioni e al momento di vestirsi scelse una bella maglia rossa da abbinare ai jeans, decise anche di truccarsi e di indossare un paio di scarpe con un po’ di tacco, slanciano sempre la figura e fanno dondolare i fianchi al punto giusto.
Il cellulare squillò, era Giacomo, per il solito saluto mattutino.
“Pronto!” rispose con voce squillante.
“Buongiorno! Che bella voce squillante stamattina! Hai dormito bene!”
“Ho fatto un sogno meraviglioso, era in un prato coloratissimo pieno di strane creature, è stato così vivido che me lo ricordo ancora benissimo”
“Sei sempre la solita con la testa per aria, Lluvia. Ascolta, stasera io ho la cena dai miei, sai che mia madre ci tiene, mi ha chiamato ieri sera e non ho saputo dirle di no”
“Senti Giacomo, io sono di buon umore e non ho voglia di farmelo rovinare subito da queste notizie. Stasera avevamo deciso di starcene soli e mangiare una pizza da me. Non capisco perché tu non glielo abbia detto”
“Bè, Lluvia, sai com’è mia madre, mi ha cucinato le lasagne…”
“Come vuoi, ma non contare su di me, chiamerò Gioele per vedere se ha voglia di venire da me”
“Ma come? Non vieni anche tu? Lei se ne dispiacerà!”
“Come no? Sarà felicissima di avere il suo bambino tutto per sé!”
“Non essere così sarcastica! Possiamo stare insieme domani…”
“Certo, certo… intanto appena lei ti chiama tu corri e sai che non sopporto quando questo succede. Sei così dipendente da tua madre e non te ne accorgi neanche”
“Senti Lluvia, adesso non è il momento, devo andare a lavorare. Ti chiamo più tardi, magari ci vediamo per la pausa pranzo”
Lluvia  si sentì così delusa ed amareggiata dalla solita fine che facevano i loro progetti comuni anche più semplici che finì per mentire
“Non oggi, ho molto da fare e mangerò qualcosa in ufficio. Ci sentiamo domani”
“Lluvia…”
“Ciao, devo andare”
Questo comportamento era così tipico di Giacomo. Lei non lo aveva mai sopportato ma cercava di essere accondiscendente, sperando che lui aprisse gli occhi un giorno o l’altro, per accorgersi del rapporto terribilmente irrisolto che lo legava alla madre. Ovviamente non era ancora accaduto. Quel giorno sentì che era ora di dare un taglio a questa relazione che fino a quel momento aveva appagato la sua parte insicura, perché se da una parte detestava quest’aspetto del carattere di Giacomo, dall’altra adorava la sua affidabilità e il grande senso pratico che mostrava sempre.
Si era però anche resa conto che stava vivendo una relazione insoddisfacente: Giacomo sembrava molto immaturo e forse sarebbe rimasto così ancora a lungo. Decise che avrebbe preso seriamente in considerazione questa idea alla fine della giornata parlandone con la sua amica Gioele.
“ Sono mesi che te lo ripeto” le disse questa al telefono, “Io stasera non riesco a muovermi, ma una chiacchierata la faccio volentieri. Non capisco come tu possa resistere in un rapporto a tre: tu, lui e la sua mammina. Ma quanto potrà mai amarti un uomo così se ancora è rimasto alla fase orale? Cioè, parla parla ma non concretizza mai”
“Dovrò affrontare l’argomento definitivamente, ma siccome non voglio metterlo di fronte ad una scelta, che mi potrebbe rinfacciare, piuttosto me ne vado io, anche se mi costa parecchio”
“Ti riapproprierai di te stessa, e questo non ha prezzo. Ascolta, la cosa migliore è dormirci su, se ti chiama non rispondere, prenditi un po’ di tempo, valuta le tue possibilità, che secondo me sono infinite, visto che sei giovane, attraente e molto sveglia. E comunque se hai bisogno chiamami a qualsiasi ora. Anzi, fai un favore a te stessa, fai una lista scritta dei pro e dei contro, a me è servito quando volevo lasciare il posto da decoratrice d’interni per aprire il mio studio di architettura. Avevo una paura tremenda, ma di fronte alla lista ho preso il coraggio a quattro mani e mi sono buttata. È quello che serve a te ora!”
“Grazie Gioele, sai sempre trovare le parole giuste per mettere a posto il puzzle della mia mente. Ho le cose davanti agli occhi ma non riesco a percepire la visione d’insieme. Credo che farò come dici tu. Buona serata cara e a presto!”
Qualcosa era cambiato in lei, una vocina piccola piccola la stava chiamando verso ciò che sentiva essere una verità personale ed intima imprescindibile, rimasta nascosta fino ad allora sotto l’impulso di mettere i desideri altrui davanti ai propri, come se pensare prima  a se stessi fosse un peccato di egoismo. Ed egoismo era, ma sano e naturale. Aveva voglia di aderire solamente a ciò che la facesse sentire bene ed amata, qualunque cosa, un’immagine felice, il ricordo del suo gioco preferito, il primo bacio vero, ricevuto da un ragazzo che le era sempre piaciuto tantissimo, il brivido provato e lo sforzo di staccarsi da quelle labbra…
Aveva bisogno di rivedere assolutamente le priorità e se Giacomo non fosse rientrato in questa nuova vibrazione dell’essere, le loro strade si sarebbero divise.
Una volta intravista la fine dell’arcobaleno non è possibile girarsi indietro, si è spinti sempre più a cercare il punto in cui la luce incontra la terra, dove ti aspetta il paiolo dell’oro, per affrontare il guardiano e guadagnarsi il premio della riappropriazione di se stessi, della vera parte di noi, la nostra completezza.
Con questa apertura di cuore se ne andò a dormire pensando contemporaneamente ai due pappagalli candidi sognati la notte precedente.

 CONTINUA







domenica 21 aprile 2013

CAPITOLO 6 - LA STANZA CIRCOLARE DEI SIGNORI DEL TEMPO


 

 

I Signori del Tempo sedevano eretti sui loro troni dorati nella Stanza Suprema in perfetto silenzio, immobili.

Ad un certo punto girarono lo sguardo uno verso l’altro e il più anziano di tutti, il grande Drago Rosso, colui che aveva iniziato la vita, prese la parola: - il Grande Ciclo sta per concludersi – disse con voce stentorea – dobbiamo essere testimoni del passaggio dallo stato attuale ad un altro più elevato. Gli umani sono chiamati all’Evoluzione – gli Aiutanti sono ormai attivi da lungo tempo per portarli nella giusta direzione. Coloro che non hanno voluto ascoltarli sono quindi perduti. Dovranno sottostare per l’ennesima volta alla legge del karma. Chi invece si è preparato, riuscirà ad emettere luce dal proprio cuore, aprendo la quarta Porta, e ad innalzarla verso la Settima Porta, alzando il collegamento verso il Kuxam Suum. In questo modo la sua strada sarà diritta e sicura.

Il suo vicino, il Vento Bianco, il grande comunicatore, ribatté: - Dobbiamo contattare la Regina Moira per sapere qual è l’esatto stato di consapevolezza degli abitanti del Pianeta Grigio. -

Tutti gli sguardi si diressero al centro della stanza e si concentrarono creando un contatto telepatico con la Regina, che si materializzò in forma di ologramma.

 – Salute a Voi, o Grandi Signori, - disse la piccola e graziosa figura risplendente – so perché mi avete convocato. Purtroppo la situazione sul Pianeta Grigio non ha ancora raggiunto uno stato ideale. Molte persone hanno compreso il vostro messaggio, ma troppi sono coloro che non hanno ancora aperto il cuore. Vi prego di darmi un’altra possibilità, è un progetto a cui mi sto dedicando da tempo, e anche se sarà dura per il mio popolo, ho deciso di passare la Porta Magica io stessa, perché sono sicura di poter fare molto per gli umani. Nascendo e vivendo con loro anche per un tempo limitato, sono convinta di poter far accendere la scintilla in molti altri cuori. So che la mia scelta mette in crisi la mia gente, perché non ho ancora creato un erede che prenda il mio posto, ma sento che questa è la mia missione, non posso sottrarmici. Lascerò la reggenza al grande Angelo Saggio, che con l’aiuto dei miei fedeli collaboratori riuscirà a guidare Ashtalan fino al momento in cui verrà prodotta una nuova creatura con la giusta quantità di luce da poter prendere il mio posto.





-Quello che tu proponi è molto generoso, - disse la Notte Blu, la Signora del Sogno, - io da parte mia assisterò il tuo popolo ed invierò loro messaggi evolutivi durante il sonno, in caso di necessità.





-Anche io ammiro il tuo sacrificio, piccola regina saggia – ribatté il Seme Giallo, il donatore di messi rigogliose – e farò in modo che i raccolti ad Ashtalan siano sempre più abbondanti.

-Sono molto grata a Voi Signori del Tempo per questa condivisione del mio progetto. Conto di iniziarlo al prossimo evento cosmico, la nuova Convergenza Armonica che aprirà un portale in Cielo attraverso il quale potrò tuffarmi nella dimensione densa con l’aiuto della Sacra Stella di Davide e dei pianeti in essa coinvolti.





-io ti dono la forza vitale, che ti servirà moltissimo sul Pianeta dei Grigi, ti preserverà dal logorio e dall’affaticamento della gravità e della densità – disse il Serpente Rosso, il custode della fiamma della Sacra Saggezza.

 



-Io, da parte mia, farò in modo che il tuo fisico sia perfettamente sincrono alla tua metafisica – disse l’Allacciatore dei Mondi Bianco, colui che stabiliva i contatti tra le diverse dimensioni.

 

-E io sarò presente in spirito per aiutarti nella quotidianità, intervenne Mano Blu, colui che ha la capacità di costruire ciò che non esisteva prima.

 

-Io ti dono la Bellezza e L’Eleganza affinché gli occhi umani si sentano attratti ed aprano il cuore contemporaneamente - disse la Stella Gialla, portatrice di Grazie e Amore per l’Arte come auto espressione.



-Io farò in modo che il tuo mondo emotivo  possa esprimersi alla massima potenza, cosicché le tue intenzioni tocchino le giuste corte nei cuori altrui – disse la Luna Rossa, colei che guida l’espressività emozionale.

 


-Io ti circonderò d’Amore, così sarai ripagata della stessa moneta – disse il Cane Bianco, colui che rappresentava l’Amore Incondizionato.

 



– Io ti dono la capacità di ridere delle cose, così chi ti circonda non sarà mai intimorito da te e aprirà bene il suo cuore. Inoltre ti dono anche la capacità di svelare le illusioni, così non sarai mai incantata dalle false luci  – disse la Scimmia Blu, colei che ribaltava sempre il senso delle cose per creare nuove realtà.

 

-Io ti dono il potere del libero arbitrio, in modo che dentro ti sia sempre chiaro cosa sia più giusto fare. E’ un’arma indispensabile sul Pianeta Grigio – disse l’Umano Giallo, colui che meglio degli altri Signori conosceva la natura delle creature di quel luogo, custodendo in sé la chiava di volta della loro coscienza.

 

-Io guiderò i tuoi passi sul sentiero della tua missione in modo che i tuoi piedi non dubiteranno sulla direzione da prendere – disse il Viandante dei Cieli Rosso, colui che viaggia tra le dimensioni.





 
-Io farò in modo che il tuo Tempo sul Pianeta Grigio sia dilatato e in un breve lasso ti sarà possibile mettere in atto più azioni, agendo nell’immediatezza dei tuoi pensieri  - disse il Mago Bianco, colui che dilata e annulla il tempo.

 


-Io ti darò la Vista, così i tuoi occhi sapranno subito individuare i cuori più pronti all’ascolto – disse l’Aquila Blu, colei che vede tutto.

 



-Io ti darò l’Intelligenza acuta per sapere sempre dove trovare la soluzione giusta nel momento giusto e riempirò il tuo cuore di coraggio per sfidare i dubbi che potresti incontrare sulla strada – disse il Guerriero Giallo, colui che sa muoversi nel silenzio.

 

-Io ti darò la mia forza e il mio sostegno nel portare avanti la tua missione perché io sono colei che tu vai a salvare. Le persone che entreranno in contatto con te leggeranno nei tuoi occhi il messaggio salvifico e lo comprenderanno subito – disse la Terra Rossa, colei che guida l’Evoluzione della Galassia. 

 

-Io darò alla tua missione, alle tue azioni, il riflesso dell’Universo, così saranno subito efficaci – disse lo Specchio Bianco, colui che riflette ciò che non ha mai fine.

 



-Io saprò dissipare la stagnazione intorno per creare un nuovo ordine, disse la Tempesta Blu – la forza del cambiamento irreversibile.





-Io illuminerò la tua via e tu procederai spedita fino al compimento finale – disse il Sole Giallo, colui che porta la chiarezza.

 

I 20 Signori del Tempo avevano parlato, i loro doni si erano incastonati come gioielli nell’anima della piccola Regina, facendola risplendere di mille colori. La Regina si inchinò con molta deferenza e gratitudine di fronte a coloro che dirigevano la Musica delle Sacre Sfere Celesti e il contatto si chiuse.

Il silenzio tornò sovrano nella Stanza Suprema.


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